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Nuovo decreto legislativo sugli affitti brevi in Italia: cosa cambia per proprietari e inquilini nel 2024

Pubblicato il 04/01/2024
Tempo di lettura: 4 minuti

La bozza di Ddl sulle locazioni brevi, al fine di fornire una disciplina uniforme a livello nazionale nonché di contrastare il fenomeno dell’abusivismo nel settore, definisce i principi in materia di locazioni per finalità turistiche.

Le principali novità contenute nella bozza riguardano l'aumento dell'aliquota della cedolare secca, l'obbligo di registrazione in una piattaforma telematica nazionale, il limite di due notti per gli affitti brevi nelle città metropolitane e l’obbligo di definizione ad attività imprenditoriale a partire da 3 immobili dello stesso proprietario.

Decreto legislativo affitti brevi 2024: quali novità e conseguenze?

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Novità Ddl affitti brevi 2024 per tutti gli immobili

Obbligo di registrazione in una piattaforma telematica nazionale

Tra le novità più importanti previste dal Ddl per le locazioni brevi, ecco l'introduzione di un codice identificativo nazionale (CIN) per ogni unità immobiliare ad uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche.

Il CIN sarà assegnato dal Ministero del Turismo, previa presentazione di un'istanza da parte del locatore questo dovrà essere esposto all'ingresso dell'unità immobiliare e all'ingresso dell'edificio, nonché indicato in ogni annuncio ovunque sia pubblicato.

I soggetti che gestiscono portali telematici dovranno indicare il CIN dell'unità immobiliare destinata alla locazione per finalità turistiche, previa verifica di corrispondenza con le informazioni riportate nella banca dati.

Chiunque concede in locazione un immobile ad uso abitativo per finalità turistiche privo di CIN è punito con la sanzione pecuniaria da euro 800,00 ad euro 8.000,00.

A seguito dell’assegnazione del CIN, il Ministero del Turismo inserirà tutte le unità immobiliari alberghiere ed extra alberghiere nella banca dati nazionale istituita ai sensi dell’articolo 13-quater, comma 4, del decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58. Questa banca dati nazionale è pubblica e liberamente consultabile sul sito istituzionale del Ministero del Turismo.

Inoltre, il Ddl prevede che gli immobili destinati ad affitti brevi siano dotati di dispositivi per la rilevazione del monossido di carbonio e che siano in possesso dei requisiti igienico-sanitari e di sicurezza degli impianti, stabiliti dalla normativa vigente.

Novità Ddl affitti brevi 2024 per i proprietari di immobili

affitti brevi

I requisiti per i locatori di immobili destinati agli affitti brevi

Il Ddl introduce anche una serie di requisiti soggettivi per i locatori di immobili ad uso abitativo per finalità turistiche. In particolare:

  • I locatori non devono essere stati destinatari di un provvedimento definitivo applicativo di una delle misure di prevenzione previste dal decreto legislativo 6 settembre 2011 n. 159
  • I locatori non devono aver riportato condanne a pene restrittive della libertà personale superiori a tre anni, per delitti non colposi, senza aver ottenuto la riabilitazione
  • I locatori non devono essere sottoposti a sorveglianza speciale o a misura di sicurezza personale

Aumento dell'aliquota della cedolare secca

L'aliquota della cedolare secca per gli affitti brevi è stata aumentata dal 21% al 26%. Tale aumento si applica agli affitti di immobili situati in Italia, anche se non sono destinati a uso abitativo, e che sono concessi in locazione per un periodo non superiore a 30 giorni.

L'aumento dell'aliquota della cedolare secca e l'obbligo di registrazione in una piattaforma telematica nazionale comporteranno un aumento dei costi per i proprietari di immobili che intendono concedere in locazione breve il proprio immobile.

Questa novità ridurrà il reddito lordo derivante dalla locazione breve. L'obbligo di registrazione in una piattaforma telematica nazionale comporterà invece l'obbligo di comunicare una serie di dati all'Agenzia delle Entrate e di pagare una quota di registrazione.

Limite di due notti per gli affitti brevi nelle città metropolitane

Il contratto di locazione per finalità turistiche nei comuni e capoluoghi delle città metropolitane  non può avere una durata inferiore a due notti consecutive. Tale limite si applica agli affitti di immobili situati all'interno del territorio delle città metropolitane di Roma Capitale, Milano, Napoli, Torino, Bari, Bologna, Firenze, Genova, Venezia e Palermo.

Il contratto di locazione breve può avere ad oggetto prestazioni accessorie, quali la fornitura di biancheria e il servizio di pulizia dei locali. 

Novità Ddl affitti brevi 2024 per i turisti

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Quali conseguenze avrà sui turisti, e sul mercato?

Il limite di due notti per gli affitti brevi nelle città metropolitane potrebbe rendere più difficile per i turisti trovare un alloggio per soggiorni brevi.

Inoltre, l'aumento dell'aliquota della cedolare secca potrebbe comportare un aumento dei prezzi degli affitti brevi, rendendoli meno accessibili ai turisti.

Conclusione

Il disegno di legge sulle locazioni brevi introduce una serie di novità che riguardano sia gli immobili destinati ad affitti brevi, sia i locatori. Tra le novità più importanti, vi è l'introduzione di un codice identificativo nazionale (CIN) per ogni unità immobiliare ad uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche.

Le novità introdotte dalla bozza avranno una serie di conseguenze, sia per i proprietari di immobili che intendono concedere in locazione breve il proprio immobile, sia per i turisti che desiderano soggiornare in Italia.

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