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Rural Pact Conference a Bruxelles

Rural Pact Conference a Bruxelles

Lo scorso 15 e 16 giugno 2022, Ruralis, in rappresentanza dell’imprenditoria giovanile nelle zone rurali, ha partecipato alla Rural Pact Conference di Bruxelles (Belgio) per discutere gli obiettivi delle aree rurali da ottenere entro il 2040, in relazione con il Patto Rurale, e l’impegno delle varie realtà per raggiungerli.

Rural Pact Conference

La Rural Pact Conference 2022 è stata la prima conferenza internazionale, organizzata dalla Commissione Europea in partenariato con il Comitato Europeo delle Regioni, il Comitato Economico e Sociale Europeo, il Parlamento Europeo, la Presidenza del Consiglio Europeo e il Parlamento Rurale Europeo, durante la quale, in sessioni tematiche, si è discusso il ruolo chiave che le zone rurali possono svolgere nel futuro dell’Europa e le azioni necessarie per l’elaborazione della governance del Patto Rurale e il Piano d’azione rurale dell’UE, lanciato negli scorsi mesi dalla Commissione Europea.

Durante l’importante evento, attraverso sessioni di breakout, i vari partecipanti, da figure politiche europee, nazionali e regionali ad autorità locali e privati, hanno esplicitato il loro contributo attivo per il raggiungimento degli obiettivi della visione europea del Patto Rurale, identificando, attraverso il confronto, interessi e aree comuni su cui il livello locale, regionale e nazionale potrebbero agire individualmente e in cooperazione con gli altri al fine di aumentare la visibilità delle zone rurali e attuare la prima strategia rurale globale a livello europeo.

Le aree rurali

Ad oggi, come afferma il Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen,  “le aree rurali sono il tessuto della nostra società e il cuore pulsante della nostra economia. Sono una parte fondamentale della nostra identità e del nostro potenziale economico.”

Inoltre, un’indagine condotta dalla Commissione Europea attesta che il 79% dei cittadini europei è favorevole a che l’UE prenda in considerazione le zone rurali nelle decisioni di spesa pubblica; il 65% dei cittadini dell’UE ritiene che le aree locali debbano poter decidere come spendere gli investimenti dell’UE in ambito rurale; il 44% dei cittadini ha indicato le infrastrutture di trasporto e i collegamenti come una delle principali esigenze delle zone rurali.

Le aree interne europee, infatti, presentano problemi comuni, quali la presenza di una popolazione anziana (nelle zone rurali di tutta l’UE l’età media della popolazione è superiore a quella delle aree urbane), la mancanza di connettività, l’insufficienza delle infrastrutture, l’assenza di opportunità di lavoro diversificate e un accesso limitato ai servizi. Si tratta di fattori che rendono queste zone un luogo meno attraente per vivere e lavorare. Allo stesso tempo, tuttavia, le aree interne partecipano attivamente alla transizione verde e digitale dell’UE.

In questo contesto, la visione a lungo termine per le aree interne dell’UE mira ad affrontare i problemi e le preoccupazioni sopra menzionati valorizzando le nuove opportunità offerte dalla transizione verde e digitale dell’UE e individuando i mezzi per migliorare la qualità della vita nelle zone rurali, realizzare uno sviluppo territoriale equilibrato e stimolare la crescita economica.

Nello specifico, con la visione e il piano d’azione menzionato dalla Commissione Europea, sono stati individuati quattro settori di intervento, sostenuti da iniziative faro, per rendere le zone rurali più forti, sensibilizzando le comunità rurali, migliorando l’accesso ai servizi e facilitando l’innovazione sociale; più connesse, migliorando la connettività sia in termini di trasporti che di accesso digitale; più resilienti, preservando le risorse naturali e rendendo più ecologiche le attività agricole per contrastare i cambiamenti climatici e garantendo al contempo la resilienza sociale grazie all’accesso a corsi di formazione e opportunità di lavoro diversificate; più prospere, diversificando le attività economiche e migliorando il valore aggiunto delle attività agricole, agroalimentari e dell’agriturismo.

Ruralis alla Rural Pact Conference

Considerando lo scenario europeo e l’importanza di un confronto attivo su queste tematiche, nel corso della Rural Pact Conference, il Fondatore e CEO di Ruralis, Nicolas Verderosa, in veste di rappresentante dei “Giovani imprenditori europei” per le aree rurali, è intervenuto nella sessione dedicata alle Giovani Realtà Rurali come leader del cambiamento (“Rural youth as leaders of change”).

Si tratta di una sessione tematica durante la quale sono stati approfonditi gli obiettivi rurali per il 2040 da diversi punti di vista (giovani agricoltori, imprenditori, attivisti e operatori giovanili) e sono state citate le iniziative ed azioni condotte dai giovani a sostegno di un rinnovamento generazionale e di una demografia rurale attiva in un dibattito incentrato sull’impegno dei giovani nel Patto Rurale.

In particolare, sono state esplicitate le aspirazioni future nelle zone rurali e l’impegno dei giovani di questo settore fondamentale per raggiungerle dal punto di vista di un giovane imprenditore, menzionando la creazione di un nuovo fondo europeo dedicato ad i giovani imprenditori delle aree interne, di interventi per prevenire la fuga dei cervelli e per far tornare chi è andato via e l’importanza della salvaguardia di risorse naturali ed ecosistemi e la necessità di infrastrutture moderne nelle aree interne.   

É stato un evento unico durante il quale si è avuto un dibattito attivo con importanti enti ed altre giovani realtà europee e in cui sono emersi i problemi e le diverse opportunità che accomunano le aree interne di tutta Europa. Inoltre, dagli interventi nelle varie sessioni e dai dibattiti in tavoli di discussioni, è stata messa in risalto la mancanza di giovani ed attività imprenditoriali, anche considerando che, ad oggi, il dipartimento in cui sono incluse le politiche di intervento delle aree rurali, è “Agriculture and Rural Development”. Ciò implica che molti degli interventi messi in atto da questo dipartimento sono prettamente incentrati sull’Agricoltura e le attività imprenditoriali ad essa connesse e non sono studiati per imprese che mirano allo sviluppo rurale mediante attività diverse dall’ambito agricolo, quali fornitori di servizi.

Tuttavia, la Rural Pact Conference potrebbe rappresentare il punto iniziale e di svolta per un dipartimento che, ad oggi, è uno tra i più antichi e ricchi a livello europeo, attraverso una maggiore apertura a nuovi scambi e una progressiva attenzione alle nuove realtà imprenditoriali, non prettamente legate all’ambito dell’agricoltura, per far sì che venga realizzato un effettivo sviluppo rurale a 360 gradi

Pertanto, per rispondere con successo alle megatendenze e alle sfide poste dalla globalizzazione, dall’urbanizzazione e dall’invecchiamento della popolazione e per cogliere i benefici della transizione verde e digitale sono necessarie politiche e misure attente al territorio che tengano conto delle diversità geografiche all’interno dell’UE e delle esigenze specifiche e punti di forza di ciascun territorio e che portino alla crescita delle aree interne in linea con lo sviluppo sostenibile e gli interventi dell’ONU.

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